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Fuoco di bivacco

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Il fuoco di bivacco scout riprende la tradizione degli esploratori, degli uomini di frontiera, dei cow boys, che a sera, a conclusione di una giornata di attività, di avventura, di lavoro, si trovano insieme per un momento di distensione, di buonumore, di messa in comune di esperienze e per prendere nuovo slancio per la giornata seguente.

Alcuni distinguono tra "fuoco di bivacco" e "fuoco da campo". Il primo è una conclusione della giornata attorno a un fuoco, semplice e gioiosa, senza cerimonie. Il secondo è una riunione anch'essa gioiosa e fraterna, ma improntata a solennità e preparata con cura anche nei particolari. Così, p.es., il fuoco di bivacco può esser fatto anche da una sola squadriglia, per proprio conto, mentre il fuoco da campo coinvolge tutto il Reparto, o addirittura più Reparti. Il fuocoda campo ha un vero nome "maestro del fuoco" e un programma che non lascia niente all'improvvisazione, ecc. Dato tale carattere, il fuoco da campo non dev'essere una attività serale regolare. Tre o quattro fuochi da campo sono sufficienti per un campo di 15 giorni. Nelle altre sere si possono alternare fuochi di bivacco (per Reparto o per squadriglie), giochi notturni, veglie alle stelle, veglie notturne, Via Crucis, ecc.

Alcuni altri punti per i fuochi da campo e, in quanto applicabili, per i fuochi di bivacco sono i seguenti:

  • il tono deve seguire un crescendo di gioia, di ritmo e di allegria, per divenire più raccolto verso la fine, in modo da creare l'atmosfera adatta per gli interventi conclusivi del Capo e dell'Assistente;
  • il materiale necessario per i vari numeri deve essere preparato in precedenza e tenuto a portata di mano;
  • la chiamata al fuoco può avvenire con un segnale od un canto caratteristico; è tradizione che i partecipanti arrivino in silenzio e evitino, anche durante lo svolgimento, i chiacchiericci e la confusione, che turberebbero l'attenzione e il divertimento della comunità; dal fuoco non ci si allontana senza necessità e senza averne chiesto (con discrezione) il permesso;
  • al fuoco si partecipa in uniforme (ammessi ovviamente maglioni o giacche a vento) o, meglio ancora, nel ponchi personale da fuoco; ci si siede in cerchio, possibilmente su un sasso od alro, ovvero alla turca, e comunque non sdraiati;
  • il fuoco si conclude con la parola del Capo, una breve verifica della giornata, un pensiero dell'Assistente, e un canto-preghiera (tipo "Signor fra le tende schierati");
  • potrà capitare che durante la giornata venga chiesto alla Squadriglia di servizio di preparare un pensiero o una riflessione sulla giornata. E' bene che questo venga preparato prima in un momento di calma, per non arrivare alla fine impreparati;
  • si può portare al Fuoco un pensiero anche se non si è la Squadriglia incaricata, ai Capi e all'Assistente farà piacere vedere che lo Scout o la Squadriglia si è ritagliata uno spazio per fare una breve riflessione per ringraziare chi ci ha donato tutto;
  • per presentare meglio i Canti o i Bans, è sempre bello creare qualcosa di proprio prendendo magari spunto da altri Riparti.

Io, ad esempio, per intonare o lanciare un canto creo spesso una storiella che possa collegarli tutti;