Torcia elettrica

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Una torcia elettrica accesa

La torcia elettrica è una sorgente luminosa portatile alimentata da energia elettrica. A volte viene chiamata col suo nome inglese flashlight oppure semplicemente flash.

Componenti

Queste sono le varie parti costitutive, ma non tutte sono sempre presenti:

  • una o più lampadine che producono la luce; una volta si usavano quelle ad incandescenza, oggi si montano quasi esclusivamente i LED, tranne in certi modelli professionali costosi;
  • il riflettore a specchio, normalmente di forma parabolica, sul quale sono infilate le lampade; serve a concentrare il fascio luminoso in una zona molto ristretta;
  • la lente convessa frontale, di vetro o plastica trasparente, che intensifica la luce e protegge le lampadine dagli urti e dallo sporco;
  • lo zoom, per concentrare (spot) o allargare (flood) il fascio;
  • l'interruttore, per accendere, spegnere e commutare sui vari modi di funzionamento, tipicamente: luce più o meno intensa, fissa o lampeggiante; per lo più è a pulsante o a slitta, altri invece si accendono avvitando la testa;
  • i circuiti interni, variamente complessi a seconda della tipologia di torcia;
  • le pile, che generano l'energia elettrica necessaria per il funzionamento, o gli accumulatori, che immagazzinano l'energia quando vengono ricaricati e poi la rilasciano quando serve;
  • l'involucro esterno, di solito in plastica, alluminio o gomma;
  • un sistema per l'aggancio alla testa, alla cintura, alla bicicletta o all'esterno dello zaino oppure per la sospensione in tenda, ad esempio: una clip, un anello, un laccio o un moschettone; alcune hanno una calamita per poter essere applicate sulla carrozzeria dell'automobile o su qualsiasi superficie metallica, però bisogna tenerle lontane dalla bussola.

Filtri colorati

Alcune torce di derivazione militare hanno in dotazione dei filtri di vetro colorato sovrapponibili alla lente, che si possono impiegare per fare segnalazioni. Ognuno di essi ha inoltre un proprio utilizzo specifico:

  • il rosso migliora la visione notturna e si può usare a distanza ravvicinata per leggere senza abbagliarsi e non affaticare gli occhi, anche se ha lo svantaggio di alterare la percezione dei colori; essendo visibile a grande distanza, è indicato per lanciare segnali di soccorso;
  • il verde fa distinguere più dettagli del rosso ed è molto adatto per camminare in un bosco buio; è utile inoltre per osservare gli animali notturni, poiché in genere essi sono poco sensibili alla luce di questo colore, al contrario degli esseri umani; un fascio di luce verde ha la caratteristica di non poter essere visto di lato, ma solo di fronte;
  • il blu è ottimo per leggere le cartine e facilita la ricerca delle tracce organiche (soprattutto il sangue) da parte dei cacciatori e delle forze dell'ordine; inoltre è poco visibile da lontano, quindi è ideale per non essere individuati;
  • il giallo (o ambra) offre una visibilità migliore in caso di nebbia o fumo;
  • il bianco serve come diffusore, cioè allarga molto il fascio di luce e consente di illuminare una zona più ampia.

Tipologie

In commercio esistono torce di infinite forme, dimensioni, materiali e prezzi, da quelle minuscole per i portachiavi a quelle giganti che illuminano a giorno. Per gli usi scout ne va bene una di grandezza medio-piccola, che sia leggera, tascabile e maneggevole, ma che faccia comunque una luce sufficiente per camminare al buio senza inciampare.

La forma classica è quella cilindrica, spesso più larga nella parte della lampadina, ma ce ne sono pure molte col profilo schiacciato. Se non si riesce ad agganciarle o appenderle comodamente - e quando si cammina è complicato - hanno l'inconveniente di tenere una mano sempre impegnata. Poi ci sono quelle cilindriche angolari, nate in ambito militare, con la parte anteriore piegata a 90 gradi: queste hanno l'interruttore con due modi di funzionamento, fisso e a pulsante, per fare segnalazioni luminose più agevolmente.

La lampada frontale, invece, si fissa sulla testa o sul caschetto con delle apposite cinghie elastiche e permette di avere le mani libere. Il suo piccolo svantaggio è che la luce segue sempre lo sguardo di chi la indossa, anche quando non lo si vorrebbe, ad esempio si rischia di abbagliare la persona con cui si sta parlando quando la si guarda in faccia.

Altri tipi più specialistici sono le torce subacquee, ovviamente impermeabili, e quelle antideflagranti, per gli ambienti dove c'è pericolo di esplosione.

Torce ricaricabili

Per approfondire, vedi la voce Torcia a carica manuale.

Il problema delle pile è che quando si consumano si devono buttare via, perciò per una migliore ecosostenibilità è opportuno usare le batterie ricaricabili. Ci sono inoltre delle torce che al posto delle pile montano gli accumulatori, che possono essere ricaricati con vari metodi:

  • inserendo direttamente l'apposita spina in una comune presa elettrica a muro;
  • USB: ha bisogno di un computer e un cavetto o di una presa elettrica e un alimentatore USB;
  • a dinamo: ha una maniglia a molla da premere continuamente; è rumorosa, pertanto non la si può adoperare nelle attività in cui ci si deve nascondere, come i giochi notturni o l'osservazione degli animali;
  • a manovella: si carica girando una manovella per alcuni minuti; oltre che impegnare entrambe le mani in fase di carica, è rumorosa come la precedente;
  • a induzione: per ricaricarla bisogna agitarla varie volte; al suo interno c'è una calamita che scorre avanti e indietro dentro un avvolgimento, il quale genera l'energia elettrica; naturalmente va tenuta lontana dalla bussola;
  • ad energia solare: come si intuisce, dipende dalla luce del sole; il suo difetto è che ci mette molto tempo a caricarsi completamente.

Molti modelli presentano due o più sistemi contemporaneamente, per aumentare le possibilità a disposizione.

Utilizzi tipici

Nella tabella seguente vengono indicati gli impieghi principali delle torce a seconda dell'intensità luminosa.

Lumen Tipo Applicazioni
1–20 Portachiavi Illuminare una serratura, utilizzi molto da vicino, aiutare la visione notturna, camminare al buio su strada piana
30-100 Usi generali Usi domestici, riparare l'auto, camminare su un sentiero, speleologia
Oltre 100 Torce tattiche Luci montate su armi
Oltre 200 Fanalini per biciclette L'uso delle luci dipende dalla velocità, dal tipo di pista e dall'illuminazione circostante
Oltre 1000 Alta potenza Ambienti esterni, ricerca e soccorso, speleologia, orientamento notturno, ciclismo ad alta velocità, immersioni subacquee

Standard tecnici

Nell'agosto 2009 l'ANSI (American National Standards Institute) ha pubblicato uno standard per definire le caratteristiche degli strumenti di illuminazione portatili, chiamato ANSI/NEMA FL 1 - Flashlight Basic Performance Standard, con il quale si stabiliscono le regole per la marcatura dei prodotti e i criteri per misurarne le prestazioni e dunque si aiutano gli utenti a comparare articoli di produttori diversi. Molte torce quindi riportano sulla confezione le seguenti informazioni:

  • resa luminosa: la quantità totale di energia luminosa emanata, espressa in lumen;
  • intensità di picco: la luminosità massima misurata al centro del fascio, espressa in candele;
  • distanza del fascio: la distanza dalla torcia alla quale l'intensità luminosa è di 0,25 lux, un valore equivalente alla luce della luna piena in una notte chiara in campo aperto;
  • durata di funzionamento: il tempo intercorrente tra l'accensione della torcia con le batterie completamente cariche e il raggiungimento del 10% della resa luminosa;
  • resistenza all'impatto: l'altezza massima dalla quale può cadere senza rompersi;
  • impermeabilità: la classe di protezione dall'acqua, basata sul codice IP su una scala da IPX0 (nessuna protezione) a IPX9 (resistente ad immersioni di oltre un'ora ad almeno 5 metri di profondità); in realtà la FL 1 prevede solo tre valori fra questi (4, 7 e 8), ma in commercio si trovano un po' tutti.

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Voci correlate

Collegamenti esterni