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Mario di Carpegna

Da ScoutWiki, il wiki sullo scautismo.
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Personalità
Mario di Carpegna
Mario di Carpegna

Mario di Carpegna

Nascita Roma, 19 agosto 1856
Morte Roma, 3 novembre 1941










Mario di Carpegna (Roma, 19 agosto 1856 – Roma, 3 novembre 1941) è stato un politico italiano, fondatore il 16 gennaio 1916 dell'Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI).


Conte romano di una famiglia originaria di Carpegna nel Montefeltro (Pesaro-Urbino), fu guardia nobile del papa ed esponente di primo piano del movimento cattolico romano.

Si laureò in Diritto alla La Sapienza di Roma. Consigliere comunale e assessore di Roma dal 1892 al 1900, Mario di Carpegna lavorò nel campo dell'Azione Cattolica, e in particolare fu fondatore e presidente della Federazione Italiana delle Associazioni Sportive Cattoliche (FASCI).

Origini dello scautismo cattolico in Italia

Lo scautismo cattolico inizialmente fu accolto con sospetto e avversione, anche dal papa Benedetto XV, come sistema educativo straniero, laico e in odore di massoneria, oltre che protestante (Baden-Powell era anglicano), ma poi accettato come "minor male" per porre un argine al successo dello scautismo laico anche fra i cattolici[1].

Nel 1915 i contrasti sorti nell'associazione Ragazzi Esploratori Italiani (REI), fra chi voleva un'associazione aconfessionale e patrocinata dallo Stato (Carlo Colombo) e chi la voleva cattolica e indipendente (Mario Mazza), non trovarono una soluzione condivisa. Una delegazione FASCI intavolò con la dirigenza CNGEI (in particolare con il suo presidente l'ammiraglio Bettolo) una serie di contatti ufficiali nell'ipotesi di costituire, all'interno del Corpo Nazionale, Unità di "esploratori cattolici" GEI. La trattative furono laboriose e non prive di difficoltà ma alla fine si raggiunse un accordo per cui si assistette alla nascita di reparti di esploratori cattolici inquadrati nella GEI.

Fallito il tentativo di ottenere dal CNGEI quell’autonomia che lo scautismo cattolico aveva in Inghilterra, si decise di mandare il presidente della FASCI, Mario di Carpegna, in Inghilterra per studiare di prima mano lo scautismo. Lì Mario di Carpegna conobbe personalmente Baden-Powell (B.-P.), suo coetaneo, con cui ebbe anche in seguito frequenti contatti. Al suo ritorno Mario di Carpegna riferì al Consiglio Centrale della Società della Gioventù Cattolica Italiana che, “udita la relazione positiva, deliberò la fondazione dell’Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI)”. Era il 1 febbraio 1916. Fu nominato Commissario dell'ASCI Mario di Carpegna e si propose alla Santa Sede la nomina dell’Assistente Ecclesiastico nella persona di padre Giuseppe Gianfranceschi sj. Nel supplemento al n. 3 della rivista "Stadium" (6.2.1916), organo ufficiale della Federazione FASCI, compare l'annuncio della nascita dell'ASCI.

Dalla scissione nacquero così una associazione confessionale (Associazione Scouts Cattolici Italiani - ASCI) ed una aconfessionale (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani - CNGEI). Nel giugno 1916 Benedetto XV approvò l’associazione cattolica, nominando Assistente Ecclesiastico Centrale il Gianfranceschi.

« A quasi 60 anni questo patrizio romano dai capelli ormai candidi si lancia con l’entusiasmo di un giovanotto nella nuova impresa (di fondare lo scautismo cattolico in Italia) »
(Mario Sica, Storia dello scautismo in Italia, pag. 73)

Relazioni fra Mario di Carpegna e Mario Mazza nell'ASCI

Dopo la grande guerra Mario di Carpegna fu eletto Presidente dell'Unione Internazionale delle Opere Cattoliche con sede a Parigi. Nell'agosto 1920 partecipò al primo jamboree mondiale (Olympia, Londra, Regno Unito), dove riallacciò i rapporti con Baden-Powell e partecipò come rappresentante dell'Italia alla prima Conferenza Internazionale (Londra) di cui perciò risulta fondatore.

Sempre nel 1920, in occasione del jamboree, fu co-fondatore dell'Ufficio Internazionale dello Scautismo Cattolico, assieme a Jacques Sevin sj (Francia) e al prof. Jean Corbisier (Belgio).

L’applicazione esatta del metodo scout stava particolarmente a cuore a Mario di Carpegna, che fu il primo traduttore in italiano di Scouting for Boys (Scautismo per ragazzi) di Baden-Powell [2].

Le due forti personalità, quella di Mario Mazza e quella di Mario di Carpegna, resteranno sempre giustapposte senza fondersi, pur nella reciproca stima. Per Mazza il metodo di B.-P. andava più cattolicizzato e nazionalizzato. Per Mario di Carpegna, invece, il metodo appariva già abbastanza “eminentemente cristiano”(da Stadium 7/1/1917), e la sua mentalità internazionale, non comune a quei tempi, gli faceva apprezzare la giungla di Rudyard Kipling senza remore così come l’origine straniera dello scautismo.

Nel 1921 Mario Mazza, trasferitosi a Roma, fu nominato commissario centrale ed assunse la direzione dei campi scuola per la formazione dei futuri capi ASCI. Come commissario centrale, Mazza lanciò il primo campo nazionale in val Fondillo, poi Parco Nazionale d'Abruzzo, dal 21 al 30 agosto 1921, cui parteciparono circa 700 scout su 2100 censiti.

Diffidente verso l’esperienza dei campi nazionali perché “poco scautistici, poco istruttivi”[3], Mario di Carpegna ebbe il consenso della maggioranza del commissariato centrale nel non farli divenire un evento regolare e permanente nell’ASCI.

Origini dello scautismo cattolico mondiale

Già Commissario Centrale ASCI alla fondazione (1916) fu Capo Scout dell'ASCI dal 1922 alla morte.

Nel luglio 1922 l'Ufficio Internazionale dello Scautismo Cattolico fu approvato da papa Benedetto XV e trasformato in Organizzazione Internazionale Sautismo Cattolico (OISC), che riuniva Argentina, Austria, Belgio, Cile, Ecuador, Francia, Italia, Lussemburgo, Polonia, Spagna e Ungheria. Mario di Carpegna ne fu eletto Presidente: in questo senso si può dire che fu il fondatore dello scautismo cattolico nel mondo. La Conferenza Internazionale Cattolica dello Scautismo ha ancora oggi sede a Roma, presso l'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), associazione erede dell'ASCI.

Membro del Comitato Internazionale dello Scautismo dal 1922, nel 1922-23 fu commissario internazionale ad interim.

In seguito al Jamboree di Londra del 1920 e alla 2ª Conferenza Internazionale Scout di Parigi del 1922, ove entrambe erano presenti, GEI ed ASCI iniziarono a stabilire un dialogo di collaborazione paritetica, presto interrotto dal fascismo.

La sua eredità

Mario di Carpegna morì o, come dicono gli scout cattolici, "tornò alla casa del Padre" il 3 novembre 1924: non vide la soppressione dello scautismo italiano ad opera del regime fascista.

Alla fine del 1943 la nipote Giuliana di Carpegna fu una delle fondatrici dell'Associazione Guide Italiane (AGI), il ramo femminile dell'ASCI e come tale approvato da papa Pio XII.

Il 9 maggio 1999 è stato inaugurato a Carpegna (Pesaro-Urbino), nel parco delle Querce, il monumento al conte Mario di Carpegna (che consta di un busto, una grande scultura dell’Italia e del mondo), opera di Umberto Corsucci della vicina Montefiore Conca.

Il comitato per le onoranze al Conte Mario di Carpegna è Don Romano Nicolini, di Rimini. Egli ha presieduto l'opera di installazione del monumento al Conte Mario che si trova nel Parco delle Quercie di Carpegna. Ogni anno organizza nella stessa città un evento celebrativo della figura del Conte. Il monumento è forse l'opera d'arte più grande che esiste alla memoria di uno scout.

Bibliografia

  • Mario Sica, Storia dello scautismo in Italia, 4a ed. Roma, Fiordaliso, 2006. ISBN 978-88-8054-774-7
  • Padre Vito Bondani S.J., Uomini per gli altri
  • Don Romano Nicolini, Il padre dello scautismo italiano, in Scout - Proposta Educativa, 16 novembre 2001

Note

  1. "I giovani esploratori in Italia", in La Civiltà Cattolica, LXVI (1915), II, 269-284
  2. (L’esplorazione per i giovani: manuale per la formazione dei buoni cittadini, (traduzione del Conte Mario di Carpegna), Roma, Laziale A.Marchesi, 1920, pp. 323)
  3. «Lo Scautismo vuol educare ciascun soggetto allo spirito d’iniziativa, al trarsi d’impaccio in ogni occasione»