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James Spensley

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Personalità
James Richardson Spensley
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James Richardson Spensley

Nascita Stoke Newington, 17 maggio 1867
Morte Magonza, 10 novembre 1915










James Richardson Spensley (Stoke Newington, 17 maggio 1867 – Magonza, 10 novembre 1915) è stato un calciatore e allenatore di calcio britannico, nonché fondatore di uno dei primi gruppi scout in Italia.


Le attività sportive

L'attività di medico e il suo trasferimento in Italia

Spensley sbarcò come medico di bordo da una nave inglese nel porto di Genova nel 1896 - quando nel capoluogo ligure era presente una folta colonia britannica, dovuta all'accresciuta importanza dello scalo portuale genovese dopo l'apertura del Canale di Suez. Grande appassionato di calcio, in patria si era cimentato come portiere in una piccola squadra della sua città. I britannici, peraltro, benché vivessero lontani dalla loro patria, continuavano ad esercitare gli sport a loro cari come il cricket e spesso si riunivano per esercitarli.

L'attività sportiva degli anglo-sassoni veniva vista in maniera strana dagli italiani, per i quali lo sport di squadra non era propriamente un passatempo usuale, ma molti di loro non disdegnarono di imparare e di praticare questi sport.

Spensley e il Genoa

Prima della venuta di Spensley, il Genoa disputava le sue partite su un campo messo a disposizione da due industriali scozzesi e le gare si svolgevano tra soci o contro squadre improvvisate di marinai inglesi o ginnasti dell'Andrea Doria. Entrato nel club genoano, vista la sua capacità organizzativa, fu nominato capitano della squadra di calcio.

Fu anche uno tra i promotori ad organizzare la prima sfida di calcio tra rappresentanti di diverse città italiane. Questa sfida si tenne il 6 gennaio del 1898 tra il Genoa e una squadra mista di giocatori dell'Internazionale Torino e della Football Club Torinese, che vinse la partita, e diventerà per Spensley e altri l'occasione per gettare le basi sulla possibilità di unire, come in Inghilterra, tutte le squadre di calcio italiane in un'unica entità che sarà poi la FIGC.

Nella partita di finale valevole per l'assegnazione del primo titolo italiano di campionato, poi aggiudicato al Genoa, Spensley giocò nel doppio ruolo di difensore/portiere poiché dopo l'infortunio dell'estremo Baird il medico inglese prese il suo posto tra i pali.

L'attività calcistica negli ultimi anni

Il medico e fervente sportivo inglese prese parte a molte partite come portiere e difensore centrale fino al 1906 all'età di 40 anni con la squadra da lui fondata. Le cronache dell'epoca riferiscono che non fu un atleta particolarmente dotato tecnicamente, anche se è pensabile che, all'epoca, certe qualità non fossero enfatizzate come sarebbe accaduto pochi decenni dopo. Non si sottrasse, tuttavia, all'impegno morale di coordinatore del settore Calcio, guidando e dirigendo la squadra, dalla fondazione fino al 1907. Con i rossoblu vinse i campionati del 1898, 1899, 1900, 1902, 1903 e 1904, tutti da titolare pressoché inamovibile.

Spensley e lo scautismo italiano

Mentre era in Inghilterra, Spensley aveva conosciuto Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo, e ne aveva anche avuto in dono una copia autografata del libro Scouting for Boys. Nel 1910 l'associazione genovese Juventus Juvat, detta anche le Gioiose, fondata da Mario Mazza, decise di avvicinarsi alle prime esperienze scout italiane nate da poco a Bagni di Lucca per opera di Sir Francis Vane. Lo stesso Vane suggerì a Mazza di contattare Spensley e venne a Genova per una conferenza il 13 novembre 1910. In seguito a questa conferenza, due giorni dopo, Mazza e Spensley costituirono la sezione genovese dei Ragazzi Esploratori Italiani (REI). Presidente fu nominato il conte Ottavio Reghini, mentre Mazza fu eletto Segretario di Sezione. Spensley divenne Commissario Delegato per la Liguria.

Già verso la fine del 1911, però, sorsero contrasti fra il Mazza ed il Reghini. Mazza uscì dal REI e ricostituì le Gioiose. Anche Spensley uscì dal REI con un gruppo di esploratori che, in alcune occasioni, fecero attività assieme alle Gioiose.

Altre attività

Spensley, uomo di grande cultura, era un grande appassionato e praticante di diversi sport, fra cui il pugilato e il nascente calcio. Appassionato di religioni orientali, conosceva - oltre alle lingue europee - il sanscrito ed il greco; quale medico di bordo aveva avuto possibilità di viaggiare all'estero e di apprendere lingue, usi e costumi di varie località del mondo. Era anche corrispondente del quotidiano inglese Daily Mail. Da grande filantropo qual era, durante la sua permanenza a Genova si dedicò al sostentamento dei trovatelli e degli orfani di strada.

Morte

Spensley morì durante la prima guerra mondiale. Ferito sul campo di battaglia durante lo svolgimento delle sue mansioni mediche, si racconta che stesse portando soccorso ad un nemico ferito. Fatto prigioniero, in quanto ufficiale veniva portato nella fortezza di Magonza, in Germania, dove moriva in seguito alle ferite. La Fortezza è stata distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e per molti anni si è pensato che le spoglie del medico inglese fossero andate perdute, anche perché il quotidiano Il Secolo XIX aveva riportato la notizia della caduta di Spensley nelle trincee di Gallipoli, in Turchia, depistando le ricerche per più di novant'anni.

Tuttavia, dopo alcuni anni di ricerche condotte da Franco Savelli, la sua tomba è stata scoperta nell'agosto 1993, a cento anni dalla fondazione del Genoa, nel cimitero militare britannico di Niederzwehren, vicino a Kassel in Germania, da due tifosi del Genoa, lo stesso Franco Savelli (scout del CNGEI) e Mario Riggio (scout dell'AGESCI).

Bibliografia

  • Alberto dal Porto, Sir Francis Patrick Fletcher-Vane, Padova, AGESCI Comitato Regionale Veneto - Centro Studi e Documentazione, 2010.
  • Cronaca rievocativa a ricordo ed onore del Prof. Carlo Colombo fondatore del C.N.G.E.I. nel cinquantenario della sua morte 1918-1968, a cura di Antonio Viezzoli, suppl. a "Il Sentiero", 10 (1968), 3.
  • Giuseppe dell'Oglio, Alere Flammam. Breve storia dello scautismo in Italia, Milano, Lampi di stampa (collana TuttiAutori), 2010.
  • Mario Sica, Gli scout. Storia di una grande avventura iniziata con 22 ragazzi su un'isola, Bologna, Società editrice il Mulino, 2002.
  • Mario Sica, Storia dello scautismo in Italia, Roma, Edizioni Scout Fiordaliso, 2006.
  • Mauro Furia, Storia dei Ragazzi Esploratori Italiani R.E.I., "Esperienze & Progetti", 18 (1991), 3.