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Corda

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Bozza campismo
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La Corda (anche detta fune, cima o cordino) è un fascio di fili o fibre di varia natura, flessibile e resistente. Essa è considerata un elemento fondamentale nella pionieristica, per fare nodi e legature e nello scouting in genere. Viene anche utilizzata in altri ambiti come lo scautismo nautico, l'arrampicata, giochi, ecc.

Struttura

Esistono due tipi di corde, le ritorte e le intrecciate.

Gli avvolgimenti della corda possono essere effettuati in senso antiorario (avvolgimento destrorso, o a "Z") - oppure in senso orario (avvolgimento sinistrorso, o a "S").

La corda ritorta è costituita da fili (o trefoli) avvolti in più legnuoli, a loro volta attorcigliati tra loro in modo da formare la corda. Queste corde non possono sempre essere utilizzate, sono più rigide, si appiattiscono e a volte i nodi possono sciogliersi.

Le corde intrecciate invece sono costituite da due parti: un'anima interna che conferisce resistenza alla corda e una calza (o guaina) esterna formata da fili intrecciati che invece conferisce durata e rende liscia la corda. I vantaggi delle corde intrecciate sono vari: scorre meglio, con il tempo la sezione non si deforma e rimane rotonda, sono più flessibili.

Caratteristiche Fisiche

Le caratteristiche fisiche che contraddistinguono una corda sono:

  • Allungamento ed elasticità: nodi e legature necessitano di corde con poca estensione elastica, mentre per una cordata o per un ormeggio conviene che la corda abbia una buona capacità di allungamento.
  • Carico di rottura: Il numero massimo di kg che la corda può sopportare in tensione, questo dipende dal materiale ma indicativamente si può stimare con la formula C = D / 8 dove C è il carico massimo in kg e D il diametro espresso in mm.
  • Peso Specifico: Quando la corda è abbondante o spessa, è importante valutare il peso della corda, soprattutto se questa si può impregnare di acqua.

Materiali

Dettaglio di corda vegetale intrecciata in senso antiorario a tre legnuoli
  • Corde di fibre naturali
    • Canapa
    • Cotone
    • Lino
    • Manila
    • Noce di cocco
    • Ramia
    • Seta
    • Sisal
  • Corde di fibre sintetiche
    • Poliammide (nylon)
    • Poliestere (PET, Polimero a cristalli liquidi, HPE)
    • Polietilene (Dyneema)
    • Polipropilene
    • Fibre aramidiche (Twaron, Technora, Kevlar)
    • Poliaramidi (Dralon, Tiptolon)
  • Corde di fibre naturali rigenerate (Rayon)

Manutenzione

La corda va tenuta in luogo coperto, pulito, asciutto ma arieggiato, lontano da prodotti chimici ed evitando temperature estreme e luce solare diretta. Un'azione da fare spesso è controllare con vista e tatto la superficie della corda cercando tagli o abrasioni. In caso ve ne sia una, conviene separare la corda in due pezzi più corti o buttarla. Quando la corda si sfilaccia ai capi (le estremità), va rieseguita l'impiombatura.


Le corde non andrebbero bagnate, ma ciò è spesso inevitabile, pertanto è importante asciugarle prima di riporle via, oltre a dare loro una lavata se finiscono in acqua salata (asciugandosi si irrigidirebbero a causa del sale che penetra tra le fibre). Vanno inoltre slegati eventuali nodi dalla corda che potrebbero alla lunga modificarne la curvatura di essa creando pieghe. La corda deve essere sempre velocemente fruibile in caso di necessità, perciò conviene avvolgerla ordinatamente in spire.