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Bari (Sezione CNGEI)

Da ScoutWiki, il wiki sullo scautismo.
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Sezione CNGEI
Bari
Cngei-piccolo.png
Localizzazione
Comuni Bari
Provincia Bari
Regione Puglia e Basilicata
La sezione
Presidente Luca Scarpiello
Commissario Antonella Vittore
Recapiti
Indirizzo Stradella Don Ciccio n. 4 - 70131 Bari Carbonara
Email bari@cngei.it
Sito web






1915 la fondazione

La Sezione di Bari nasce ufficialmente il 18 maggio 1915, ad opera di un folto gruppo di simpatizzanti del metodo scout, apparso in Italia già da qualche anno. L'iniziativa diretta è dell'Avv. Vincenzo Canudo, che riunisce intorno a sé le massime autorità civili e militari dell'epoca. Il Conte Luigi Staffetti, Provveditore agli Studi, apre la cerimonia inaugurale affermando l'opportunità dell'iniziativa e illustra le finalità dell'istituzione, quindi l'assemblea delibera costituita la Sezione di Bari. I membri del Comitato locale e di quello regionale rappresentano il meglio della Città. Tra gli altri, citiamo: On. Paolo Lembo, Avv. Alberto Russo Frattasi, Dr. Clemente Sbisà, Comm. Vito Di Cagno, Sen. Nicola Balenzano, Luigi Accolti Gil, Avv. Raffaele Bovio, Cav. Nicola Bavaro, Ing. Vittorio Chiaia, Cav. Paolo De Gemmis e tanti altri (coloro che risiedono a Bari sicuramente avranno riconosciuto molti nomi che oggi sono di vie e piazze della Città). Presidente effettivo del Comitato locale è l'Avv. Vincenzo Canudo, di quello regionale il Comm. Giuseppe Bottalico, Sindaco di Bari. Il "Corriere delle Puglie" , in seguito divenuto "Gazzetta del Mezzogiorno", il 20 maggio 1915 dà risalto all'iniziativa con un ampio articolo nella Cronaca di Bari, iniziando così la pubblicazione di una cospicua serie di articoli e trafiletti.

Il 27 giugno alcune Signore baresi iniziano la raccolta di offerte per donare le bandiere alla Sezione. Fanno parte del Comitato la Contessa V. Staffetti, Nina Canudo, Caterina Lembo, Giuseppina Patruno Nitti... Il 2 agosto "esercitazioni" nella palestra della Pro Patria in via Garruba ed il 31 agosto il Commissario Onofrio Terrevoli ricorda, sempre dalle pagine del giornale, di non mancare alle "lezioni" che hanno luogo tutti i giorni alle 7.30 nella palestra dell'Angiulli in via Candia.

Ed arriviamo, così, a quel nefasto 3 settembre nel quale "nel buio fitto e pauroso della notte, un torrente d'acqua e di fango si riversò sulla nostra Città, travolgendo e asportando tutto quanto gli si parava dinanzi". E seguiamo "dal vero" la cronaca: "Alle 4 il giovinetto Sebastiano Lapecorella, appena informato che la Stazione Ferroviaria era invasa dalle acque, vi accorse, ed entrato nella Sala del Comitato di Ristoro, mise in salvo quanto più potè della merce destinata a sollievo dei soldati feriti qui di passaggio, poi corse a chiamare i compagni Tramonte, Pica e Staffetti... In seguito i suddetti esploratori coadiuvarono efficacemente i soldati in Via Manzoni ed in Via Nicolai, e da soli nelle vicinanze della Manifattura dei Tabacchi, incuranti del pericolo, manovrando nelle acque e facendosi calare con funi in sottani ove non era prudente avventurarsi alla leggera, riuscirono a salvare masserie, oggetti ed indumenti tra le benedizioni delle povere donne...". Si distinguono anche Vincenzo Mitolo, Sante Casentino, Domenico Marenghi, Giuseppe Tramonti, preposti al "Comitato di Assistenza Civile", al "Comitato per la lana ai soldati" ed al "Comitato di Ristoro" allestito nella Stazione Ferroviaria.

Gli anni della fondazione 1916-1926

1916 - 1919 Le principali attività degli anni della guerra 1915-18 possono trovarsi nei giornali. Erano le cerimonie patriottiche, i Comitati patroni o quelli delle Signore che offrivano le bandiere o organizzavano rinfreschi. Per gli esploratori, come per le loro madri crocerossine e per tutte le persone impegnate nelle varie organizzazioni, erano dirette all'assistenza ai militari, alle famiglie di questi, e poi ai feriti e ai profughi... Senza "sconto" per i doveri scolastici, di lavoro o familiari. Era la realtà quotidiana di tutto il Paese. Fra i giovani, gli Esploratori facevano certo spicco per il privilegio accordato loro di essere ammessi a "servire". Ma i bambini nelle scuole arrotolavano i vecchi giornali che intrisi in paraffina e tagliati nella misura di una cartuccia servivano da "scaldarancio" per i soldati al fronte e le bambine facevano passamontagna e sciarpe di lana. Lo Scautismo degli anni bellici, se non era certo "Scautismo-gioco" e, come ideali si confondeva nel patriottismo, era già altamente "Scautismo-servizio". Sotto questo importante aspetto del Movimento, la realtà quotidiana offriva la dura scuola del contatto con il dolore e la miseria, i treni verso il fronte e quelli dei feriti e dei profughi, o gli ospedali. L'ansia di rendersi utili ti batteva nelle vene e provava la validità, la necessità della Legge per sentirsi membro non indegno di una collettività. Finita l'emergenza bellica, bisognava "creare" lo scautismo vero: in buona parte improvvisarlo. Per cominciare, bisognava riconvertire noi stessi, tutti quanti... o quelli che restavano. Perché molti, specie dei Capi erano cresciuti in quegli anni, facevano l'Università o avevano cominciato a lavorare; non potevano "andare in uniforme a giocare con dei ragazzini". Forse consideravano finita la loro giovinezza come noialtri dopo lo scioglimento del 1927.

1920 - 1926 Lo Scautismo come voi lo vivete adesso, a parte qualche dettaglio, è nato fra il 1920 e il 1924, a Bari come nel resto d'Italia ed in altri Paesi. E' nato dalla necessità di trovare altri scopi, da un bisogno di rinnovamento ma soprattutto dal convincimento della validità della Legge scout e del Movimento per contribuire a formare una umanità migliore... almeno nei giovani. Nel piccolo mondo della Sezione di Bari, la volontà di superare la crisi e di vivere lo scautismo, si affermò nel 1920 dopo il Campo Nazionale di Madesimo (1919) ma non procedette senza dolori, incertezze e sbandamenti (come l'istruzione premilitare e i tiri... un "residuato bellico"), anche per le divisioni profonde del Paese in quegli anni. I principali ostacoli furono due: i Capi e... i pantaloni corti!!! .... Certo che ce n'erano anche altri : la sede, i materiali, la "dottrina" e le adesioni. Ma quelli erano i più grossi. Così dovemmo rinunciare ai Capi degli anni bellici, senza baldanza, anzi con il dolore di sentirci "abbandonati" da uomini come Sante Casentino e poi Agostino Volpi che avevano creato la Sezione.

E dovemmo aspettare di crescere impegnandoci a far crescere gli altri con noi in ricerca e scoperte continue. Abbiamo studiato B.-P. e la spiritualità dei libri scout francesi, abbiamo inventato ma soprattutto cercato di seguire la Legge Scout e di non sbagliare. Ma non ci siamo fermati mai. Neanche quando ci siamo trovati in tre per portare due bandiere. Ed è stato così che son venuti nuovi validissimi compagni, conquistati dalla nostra fede, a dividere la fatica comune. E sempre più famiglie hanno creduto nello Scautismo ed hanno inserito i loro figli nella nostra fratellanza...Ed è venuto qualche aiuto essenziale: la Sede (che non c'era più da anni). Poi ne abbiamo trovata una ancora più grande, sempre in via Crescenzio. E la nostra fede è cresciuta. Ed eravamo sempre più numerosi a praticarla. Ed abbiamo trovato un Commissario, educatore e scout nato, per la capacità di suscitare entusiasmi e disciplina volontaria,di guidare sempre senza dover dare ordini: il Capitano Viticci Francesco della Brigata Bari Regina che fu Commissario dal 1923 al 1927...

Inoltre, dal 1922, le nuove tendenze cui la Sezione partecipava, avevano trovato interprete e guida nel Capo Scout Dr. Roberto Villetti (Papà Akela) animatore dei Capi vicini e lontani. Nel 1924, Villetti diede al Corpo Nazionale il nuovo Regolamento ed una fisionomia definitiva allo Scautismo GEI. Una fisionomia nella quale la Sezione di Bari si trovava perfettamente inserita. A questo punto la Sezione era cresciuta nella Città, per quanto poteva esserlo un'organizzazione giovanile a quei tempi e nella zona."

1927 lo scioglimento

Nel 1927 il CNGEI compie 15 anni dalla fondazione mentre l'Italia si avvia ad attraversare il periodo più buio della sua storia, il regime fascista. La legge del 9/1/1927 n.5 sull'Opera Nazionale Balilla (ONB) decreta che devono sciogliersi tutti i reparti scout presenti nei centri con meno di 20.000 abitanti, mentre i restanti "devono" apporre il distintivo ONB sulle proprie insegne. Di fronte a questa prospettiva, pochi giorni dopo, il 16 gennaio, il Capo Scout Villetti si dimise e la Presidenza Generale del CNGEI dichiarò di fatto l'autoscioglimento dell'Ente, prevenendo così le successive mosse del fascismo; il 9 aprile 1928 il governo modifica la legge dell'ONB e decreta la soppressione dello scautismo.

Siamo pressappoco a fine 1919, inizio 1920... L'Italia si appresta a passare dall'economia di guerra a quella di pace. I soldati, che hanno lasciato i campi per imbracciare il fucile, ora vogliono un posto al riparo, in fabbrica; al freddo e sotto la pioggia ci sono stati abbastanza. I proprietari terrieri sperano ancora di spendere i soliti pochi centesimi per la mano d'opera; gli industriali hanno tutto il peso della conversione industriale e mirano a forti guadagni. Le lotte interne, sindacali e politiche, sono tremende: si afferma il comunismo e in contrapposizione sorge il fascismo. E' guerra aperta. E' guerra per la vita, per l'essenziale: per i piccoli problemi non c'è tempo, non c'è posto. Quello che tocca a noi, al GEI, è una crisi dietro l'altra, per anni ..... Di fronte al dilagare dell'ingerenza del fascismo in tutte le forme di vita del Paese, il Corpo ricordò che l'Istituzione era sotto la protezione del Capo dello Stato, di Sua Maestà il Re d'Italia...

... Ma con il passare degli anni il Regime divenne sempre di più assolutista fino al punto che, nelle lunghe trattative con i dirigenti dell'Opera Nazionale Balilla, i nostri Capi si resero conto che lo Scautismo era ormai alle ultime battute, perché in Italia non c'era più posto per iniziative individualistiche, nemmeno per i giovani. Così il Capo Scout Villetti, liberandoci dall'essere iscritti al GEI, ma ricordandoci la Promessa prestata, diede le dimissioni e la Sede Centrale prevenne l'azione del Governo sciogliendo le Sezioni. Lo scioglimento, per stato di necessità, delle Sezioni del C.N.G.E.I., disposto dalla Presidenza Generale dell'Istituzione creò costernazione fra gli scouts in camiciotto verde. La cessazione delle attività della Sezione di Bari avviene, di fatto, il 27 aprile dello stesso anno ed una storica fotografia ne ricorda l'evento.

1927 la giungla silente

Il 27 aprile del 1927 l'Esploratore Reale Dr. Paolo Savini, il giovane Vice Commissario della Sezione, riunì in Consiglio i Capi dei Reparti per comunicare loro che il Corpo Nazionale era ormai sciolto. Durante i mesi che seguirono, lo stesso Paolo pensò che si dovesse fare di più perché la violenza subita si trasformasse in un segno incancellabile nell'animo degli scouts. Bisognava affidare ai giovani un messaggio di valore straordinario, ma anche materiale, palpabile, da tenere vicino, che li aiutasse - senza più l'aiuto del fazzoletto Scout, senza Capi, a mantenere l'impegno che stavano per assumere: continuare a vivere nel bene anche verso se stessi. Paolo mise al corrente di queste idee i Capi Reparto, che trovò concordi, e nella massima segretezza venne preparata la cerimonia della divisione della Bandiera della Sezione. Venne scelta quella tricolore, la più importante. Il posto dove riunirsi: Villa Diana, casa nostra, appartata e sicura, con un ampio spazio verde di alti pini e di palme. Sia i giovani che le loro famiglie sapevano benissimo dove fosse. Piano del riparto: divisione della Bandiera in strisce orizzontali da consegnare ai Dirigenti ed ai Capi; una striscia frazionata in pezzi per i migliori Lupetti ed Esploratori, su proposta dei loro Capi. Un pezzo andò a Gorizia. Se ben ricordo 35 parti in tutto. Il 20 ottobre 1927, a sera fatta, gli Scouts prescelti si riunirono, vestirono sul posto la divisa completa e formarono un cerchio attorno al fuoco di bivacco. La fiamma, tenuta bassa, rischiarava appena; il vuoto di quel silenzio era riempito dalla voce di Paolo ed era scalfito dal nostro sommesso pianto accorato. I presenti ricevettero il pezzo della Bandiera che il Capo affidava loro insieme all'impegno che ciascuno firmava.

Dopo l'autoscioglimento delle Sezioni, iniziò il periodo di "clandestinità" per lo scautismo denominato dagli scout la "Giungla Silente", che durerà fino alla caduta del fascismo. Si ricorda l'ultima adunanza del CNGEI che si tenne a Rovereto il 10 aprile 1927, dopo la sfilata in città gli scout consegnarono le bandiere al Museo Civico. Alcune Sezioni continuarono in qualche modo a sopravvivere.. dandosi la copertura di nomi fittizzi del tipo Gruppo Escursionisti Indomito (GEI) a Trieste, o il Gruppo Escursionisti Indipendenti (GEI) a Firenze; alcune Sezioni, come successe a Bari, tagliarono le Bandiere a strisce, pur di non consegnarle alle autorità, dandone i pezzi ai propri scout.

1944 la rifondazione

1944 Non appena le Forze Alleate entrarono in Italia da Sud a Nord le Sezioni del GEI si riattivarono per riprendere le attività riunendo i sopravvissuti alle atrocità belliche. La Sezione di Bari fu tra le prime Sezioni in Italia (insieme a Catania) a riprendere le sue attività e sancisce la sua ricostituzione il 13 febbraio 1944 alle ore 11 presso i locali della Croce Rossa Italiana alla presenza del Prof. Cavalli in rappresentanza del Commissario del Municipio di Bari e di un ufficiale inglese in rappresentanza del Comandante delle Forze Alleate, il Generale Palmer, si procede alla nomina di Presidente dell'avv. V. Canudo.

Appurata la volontà dei presenti il giorno 11 marzo 1944 alle ore 16.30, su invito del Presidente, si riuniscono i Soci della rifondazione e si definisce il Comitato patrocinatore nelle persone di: avv. Vincenzo Canudo, dott. Vittorio Atlante, avv. Mauro Berarducci, avv. Antonio Colonna, G. D'Angelantonio, Pasquale S. Di Cagno, dott. Liborio Granone, rag. Carlo Sciascia, Giuseppe Santoro, rag. Nicola Schettini, col. Francesco Vitucci, cav. Michele Zippitelli. Alla ripresa delle attività il Comitato riuscì ad ottenere come sede niente meno che alcuni locali del Castello Svevo. Ma, nonostante l'impegno profuso dal Comitato Patrocinatore, i risultati non sembrarono premiare in maniera adeguata.

1950 Con l'assemblea del 13 maggio 1950, la Sezione G.E.I. di Bari uscì definitivamente dalla crisi che l'aveva afflitta per oltre tre anni: crisi istituzionale che aveva toccato solo marginalmente i reparti, affidati per la preparazione tecnica, ad un gruppo di seniores designati dal Capo Clan. Nella Sala Consiliare del Comune, gremita di autorità civili e militari, di seniores, di genitori e di simpatizzanti - oltre, naturalmente, a scouts in divisa - ebbe luogo l'elezione del nuovo Presidente nella persona del Sindaco di Bari, l'avv. Vitantonio Di Cagno, del Comitato d'Onore e della Commissione Amministrativa. Subito dopo, Alberto Savini, il Gatto Nero da Bari, riconsegnò alla Sezione la vecchia bandiera verde con giglio, fregiata con la Croce d'argento al valore concessa in occasione dell'alluvione del 1926 e scandendo, fra la commozione generale, il Giuramento prestato innanzi al fuoco la sera del 20 ottobre 1927. Quell'anno, dal 20 al 31 luglio si svolse il Campo estivo di Monticchio Bagni, frazione di Rionero in Vulture, al quale parteciparono 14 lupetti, 29 esploratori e 9 Scolte (le attuali Rover...). Gli articoli dell'epoca sottolineano come questa fosse la prima grande prova a cui si era impegnata la Sezione di Bari dopo la sua riorganizzazione e di come le attività, per questo motivo, fossero di carattere orientativo, selezionatore e propagandistico. Tra le altre notizie sulle attività quella che fa più clamore è quella che riferisce che le due Scolte Favale e De Pasquale provenienti a piedi da Bari si inerpicarono fino alla vetta del Vulture per raggiungere gli Esploratori di cui avevano notato le tracce del passaggio.

1951 - 1955

Gli anni che seguirono furono anni di intenso sviluppo per gli scouts della Sezione di Bari. Nel 1951 la rivista "boy scout" di novembre-dicembre sottolinea l'impegno per gli alluvionati italiani degli esploratori baresi nelle seguenti parole: "Bari - Non ha mancato all'appello facendo del suo meglio per aiutare, direttamente o indirettamente, le popolazioni colpite dalle alluvioni nel Sud. Il 27 novembre, come informa un telegramma, è anche partita una autocolonna di soccorso diretta in Calabria." La foto della copertina è riservata proprio agli scouts della nostra Sezione che, per le vie della Città, raccolgono le offerte dei nostri concittadini per le popolazioni alluvionate.

In quegli anni vengono fondati anche gli "Scout dell'aria" dei quali però ben pochi documenti ci restano se non pochissime foto e qualche riga di nomine ed incarichi: il Capo Reparto Giovanni Costa ed il suo vice Elviro Marconi. Tra coloro che contribuivano all'organizzazione di questo gruppo si leggono i nomi di Vittorio Grimaldi, Antonio Barbone, Paolo Lepore e Ettore Di Terlizzi. Dai pochi cenni storici che li riguardano si presume che l'esperienza degli "Scout dell'aria" sia durata solo pochi anni.

La ritrovata passione verso lo scautismo portò anche all'organizzazione nel 1951 del "Campo del Sud" dal 31 luglio al 12 agosto presso Rio Freddo (PZ) ad oltre 1.000 mt. S.l.m. Nel 1952 inizia la presenza degli scouts del G.E.I. alla Fiera del Levante e, nel numero di "Chil" (mensile di vita scout), nel numero 7, tra le notizie dalle varie sezioni si legge: "in uno dei più bei giardini della Fiera del Levante di Bari, ha avuto luogo un campeggio G.E.I. organizzato dal Commissario regionale per le Puglie. A questo campeggio sono intervenuti giovani esploratori baresi e di altre città d'Italia. Al grido di richiamo hanno simpaticamente risposto in una magnifica manifestazione di fratellanza, scouts di Roma, Trieste, R.Emilia, Brindisi. Il campo, meravigliosamente sistemato, ha attirato curiosi e simpatizzanti, attorno alle sue tende ed alle sue attrezzature, e molto interesse hanno riscosso le documentazioni di vita scout, di terra e dell'aria..."

Di questo tipo di attività si hanno tracce attraverso gli articoli di giornale fino al 1961, nella nostra sede vi è ancora l'insegna della torretta della Fiera oggi diventata bacheca del Reparto Kon Tiki. Un'altra attività che sarà per diversi anni un appuntamento fisso degli anni scout di quel periodo è la Festa della Befana. Era un momento molto sentito dalla popolazione barese che, attraverso l'opera dei lupetti dei due Branchi della Sezione di Bari, raccoglieva fondi per offrire pacchi dono e calze di dolci a favore di bisognosi come orfani e figli di contadini e pescatori.

Degli anni 1952, 1953 e 1954 si ricordano i Campi Estivi di Manziana (Campo Nazionale del 1952), di Val Fondillo nei pressi del Parco Nazionale d'Abruzzo insieme alle Sezioni di Roma, Napoli, Molfetta, Lecce e Foggia (Campo Interregionale del 1953 e 1954). È del 1955 l'attestazione di stima che il Capo Scout Cesare Rossi invia al Commissario E. Canudo rivolgendogli parole come quelle che seguono: "...il ciclo si è concluso come meglio non si poteva, ed io penso che lo scautismo barese avrà considerato pienamente la sollecitudine che la Sede Centrale ha per lui, considerandolo centro di attrazione e di esempio per uno sviluppo sempre maggiore del nostro movimento nell'Italia Meridionale..."

Lo sviluppo e l'impegno dei dirigenti locali si continua ad apprezzare grazie ad importanti occasioni che continuano a coinvolgere nelle loro attività scouts di altre città: è così che Bari diventa un importante centro di riferimento per lo scautismo Italiano. Non è casuale, infatti, che Bari è scelta come sede del Pow Wow (incontro per i Capi pattuglia) nel settembre del 1955. Sulla rivista "Chil" nel numero 10 un corposo articolo viene riservato all'attività: "...In un clima di perfetta fraternità, sono convenute al Pow Wow, il giorno 23 settembre, le rappresentanze delle pattuglie G.E.I. di Arezzo, Bari, Firenze, Lecce, Messina, Milano, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Trieste e Vicenza: la cerimonia di apertura è avvenuta in mattinata con il gradito rinfresco offerto dalla Sezione di Bari, durante il quale il C.C. Maggior Eugenio Canudo, nella veste di Commissario di Sezione della Città ospitante, ha rivolto ai presenti fraterne parole di saluto." I Capi Pattuglia al termine dei tre giorni baresi si radunarono intorno ad un memorabile fuoco di bivacco nel cortile del Castello Svevo, sede della Sezione di Bari. Nello stesso anno la Sezione di Bari svolge il suo Campo estivo a Folgaria (Trento). Diviso in due sottocampi (il primo per esploratori e rover e il secondo da esploratrici e lupetti) nei pressi della Casa Alpina del G.E.I. di Rovereto.

1956 - 1959

Il 20 febbraio 1956 l'avv. V. Canudo, padre fondatore della Sezione di Bari, è chiamato a più alto servizio ma la sua opera resterà viva negli anni grazie a suo figlio e a tutti coloro che ne rileveranno il suo spirito e la sua passione. Il 18 maggio 1956 si inaugura la nuova sede del Commissariato in via Andrea da Bari 114 e il Commissario Centrale, l'avv. Eugenio Canudo, rivolgendosi agli intervenuti delineò i fini morali ed educativi del metodo scout ed annunciò la costituzione del Circolo "Amici dello Scoutismo" presso la stessa sede con l'obiettivo di offrire ai simpatizzanti la possibilità di incontrarsi con maggior frequenza e per conoscere meglio e propagandare il movimento scout. Dal 26 luglio al 9 agosto una moltitudine di lupetti, esploratori e rover si incontra a Rasiglia, in Umbria, per il terzo Campo Nazionale. Il Campo fu molto apprezzato soprattutto per lo spirito di fratellanza che contraddistinse tutti i partecipanti e di tutte le Città.

Il 1956 è anche l'anno in cui il Presidente della Repubblica assume l'Alto Patronato del G.E.I. e dell'U.N.G.E.I. è il primo segno del valore morale che tutta l'Italia riconosce al Movimento Scout e non c'è da stupirsi che nel Febbraio del 1957 gli Scouts fanno la loro apparizione in TV nel corso della trasmissione "simbolo" di quegli anni: "Lascia o Raddoppia". Nel 1957 il Campo estivo si svolse a Ponte Selva (BG). Anche in questa circostanza gli scout baresi seppero farsi apprezzare per la cortesia verso la popolazione che li ospitava tanto che si rileva una lettera della Direttrice della Casa dell'Orfano di Ponte Selva la quale, ringraziava per gli omaggi offerti, e li invitava nel loro Teatro per uno spettacolo in loro onore.

Ma, senza dubbio, l'evento più importante dell'anno fu il Jamboree di Sutton Park a Londra al quale partecipò anche una intera pattuglia proveniente da Bari oltre che all'avv. E. Canudo. In quella occasione il circolo "Amici dello Scoutismo" raccolse un premio di £ 50.000 (intitolato all' avv. Vincenzo Canudo) per assegnarlo ai due Esploratori che, impegnati in quella occasione, si fossero distinti durante l'anno. La commissione, tenuto conto dell'impossibilità per alcuni di partecipare al viaggio, aggiudicò il premio agli esploratori Giovanni Tortorici e Vincenzo Caputi Iambrenghi.

Nel 1958 il Campo estivo si svolse a Champorcher (Valle d'Aosta). Eugenio Canudo lo ricorda così nel libro "la Sezione di Bari 1915 - 1961" : "Il campo fu organizzato con la collaborazione del Parroco Don Mus e delle Autorità comunali precedentemente contattate dall'amico Senior Scout Ambrosiani di Torino e dal Vice Commissario della Sezione di Bari De Fano, recatosi sul posto. Ciò nonostante, l'accoglienza della popolazione, inizialmente, non fu molto cordiale. Il comportamento corretto e gioviale dei ragazzi, però, riuscì a capovolgere la situazione ed a creare rapporti di cordialità e simpatia." L'ultima sera del campo, la popolazione partecipò festosamente al "Fuoco" tenuto sul sagrato della Chiesa, offrendo, al termine, biscotti, Coca Cola e bibite ai ragazzi."

Il decennio di Campi Estivi si chiuderà con il ritorno a Folgaria nel 1959 dove gli scouts di Bari e quelli della Sezione di Barletta, oltre alle tipiche attività scout, svolsero interessanti gite e visite al Vittoriale, a Sirmione, a Riva del Garda, al ponte di Bassano, a Trento e Cavalese.

1960 - 1965

Negli anni sessanta il C.N.G.E.I. era guidato dal Capo Scout P. Bellegati e si caratterizza per un indirizzo nuovo dello scautismo. Lo scautismo diventa molto più simile a quello attuale attraverso il regolamento tecnico del 1966 e raggiunge uno standard elevato che porta anche ad un incremento numerico dell'Associazione. Dai documenti si nota una moltitudine di gare e trofei nazionali basati sulla tecnica scout: lo scautismo diventa più intriso di "tecnica scout", "imprese e missioni". La Sezione di Bari, che ha continuato la sua crescita, sembra decisamente a suo agio in questo contesto è facile trovare il nome di Dirigenti Nazionali tra i Soci della Sezione di Bari ed i nomi delle nostre Pattuglie nei primi posti delle classifiche nazionali. Intanto, negli anni '60, la sede è cambiata e, dal Castello Svevo (liberato per ragion di Stato) si è andati in via Abbrescia 85. Dopo aver gradito la compagnia degli amici di Rovereto durante il campo estivo del 1959 ci si era lasciati con la volontà di ritrovarsi per il successivo campo estivo. E così... Il Campo Estivo del 1960 si svolse nei boschi intorno al lago di Cei (TN) e vi parteciparono le Sezioni di Bari, Barletta, Bologna e Rovereto. Il Campo Estivo del 1961 si svolse a Kandersteg in Svizzera dal 30 luglio al 16 agosto. Quell'anno si svolse un'iniziativa inedita: la partecipazione al Campo Estivo di un Reparto di "aspiranti" composto dai figli dei dipendenti dell'Ente Autonomo Acquedotto Pugliese. Questo Campo si svolse dal 3 al 20 agosto presso il Camping di Gysenstein, sempre in Svizzera. Nel Settembre 1961, con una sentita lettera agli Organi locali e nazionali ed a causa del suo trasferimento a Roma, l'avv. Eugenio Canudo lascia l'incarico di Commissario della Sezione di Bari dopo oltre un decennio di grande impegno. Lo sostituirà il dott. Antonio Cartoni che, avvicinandosi allo scautismo da genitore, ne ha appreso il metodo.

Il 1963 si apre con una triste notizia: l'esploratore Mimmo Trulli, appena tredicenne, resta vittima di un tragico incidente. Già lupetto per quattro anni era salito al reparto accattivandosi la simpatia degli amici scout con il suo entusiasmo: per questo e senza indugio si decise di intitolare il reparto ed un trofeo per pattuglie a Mimmo Trulli. Nel 1963 e nel 1964 la Coppa Trulli sarà vinta dalla ptg. Aquila del Bari 1 del Capo pattuglia Tommaso Sgobba. La prima consegna della coppa avvenne al S.Giorgio 1963 (svoltosi a Marina di Ginosa) dalle mani del padre di Mimmo Trulli, che volle personalmente partecipare al sentito momento. Nella stessa occasione il Reparto U.N.G.E.I. fu insignito della medaglia di III° grado per l'opera altamente meritoria compiuta nel terremoto dell'Irpinia.

Nel 1964 i due reparti sembrano essere molto attivi ed impegnati in attività di vario genere. Il primo reparto già dai primi giorni di settembre è impegnato in missioni alla Fiera del Levante con le pattuglie Antilope, Aquila e Lince mentre a novembre svolge una simpatica uscita a Matera confrontandosi con il reparto locale in gare di scalpo, di cucina e di esplorazione. Le pattuglie Tigre e Pantera del secondo reparto, invece, nella prima parte dell'anno (settembre-novembre) si impegnavano in altre e non precisate attività scout in quel di Turi, Auricarro e Mellitto. Nello stesso anno il giorno 25 ottobre, accompagnati dal Commissario Spartaco Bellezza, ambedue i Reparti e alcuni Rover si recarono al Cimitero Polacco di Casamassima per effettuarvi un nobile lavoro di riordino e di pulizia. Tanto apprezzata fu l'iniziativa che il vescovo polacco Mons. Jaborski ed il Gen. Jastrzebski decisero di consegnare al G.E.I. di Bari le chiavi del Cimitero e la bandiera polacca che restarono per anni affidati alle cure della nostra Sezione.

L'impegno profuso dalle pattuglie del Bari 1 si conferma e si afferma non solo a carattere locale tanto che l'anno successivo la pattuglia Aquila si affermò nel "Trofeo delle Imprese" messo in palio dal Commissariato Nazionale di Branca. Il 1 novembre 1965 la pattuglia Aquila del Bari 1 ricevette, durante il Corso Preliminare per Capi organizzato a Bari al Camping "S.Giorgio", il Trofeo delle Imprese mentre alla pattuglia Pantera del Bari 2 fu consegnato il diploma della sesta classificata. Il trofeo si articolava intorno a tre prove: avventura, natura e servizio. Attraverso le pagine del numero 4 de "il sentiero" ci sono giunte alcune immagini della sede dell'epoca: si notano degli arredi che tuttora costituiscono parte integrante dell'attuale sede.

1966 - 1969

Il 1966 è l'anno del 50° anniversario del lupettismo ed il nostro Branco partecipa all'attività nazionale "le Cacce di Kaa", trofeo per Branchi. La tradizionale festa del S.Giorgio si svolse nella pineta di Metaponto insieme alla Sezione di Matera. Nel corso della giornata furono assegnati agli esploratori Sgobba e De Caro (rispettivamente del 1° e del 2° reparto) il premio di "migliore esploratore dell'anno", gli "encomi solenni" agli esploratori Lamparelli, De Caro, Benedetteli, Minchilli e le medaglie ai Vice Capi Reparto Lipartiti e Boccianti (III° grado) e al Capo Reparto Fausto Cartoni (II° grado). Nel 1966 il Campo estivo si svolse il Val d'Aosta a la Thuile dal 13 al 30 luglio. Si svolsero attività pionieristiche, di cucina, escursioni, le "olimpiadi scout" e la giornata alla "Robinson Crusoe".

Nel 1967 la Sezione con le sue pattuglie partecipa allo "Scudetto tricolore" svoltosi a Settignano (FI). La pattuglia Cobra del reparto Bari 1 si aggiudica 2 prove (quella di Pronto Soccorso e di Segnalazione) più un premio speciale destinato dalla sezione ospitante di Firenze al miglior numero presentato al Fuoco di bivacco, e 4 attestati di merito furono assegnati alle nostre pattuglie dal C.Naz Branca E. Alla pattuglia Cobra per l'angolo di pattuglia, per l'impresa di "avventura" (scoperta e visita di una grotta nei pressi di Santeramo), per l'impresa di "servizio verso il prossimo" (impararono a scrivere in alfabeto Braille e compilata una breve storia dello scautismo la offrirono all'Associazione Nazionale Ciechi) e per l'impresa "nuovi orizzonti" (organizzò un campo di pattuglia in Israele appoggiandosi agli uffici turistici israeliani in Italia e all'associazione scout locale). Alla pattuglia Aquila l'attestato di merito fu assegnato per l'impresa "nuovi orizzonti" che prevedeva un escursione fra i boschi semiselvaggi di Martina Franca in difficili condizioni ambientali e atmosferiche. Il titolo del numero 6 di "Chil" del dicembre 1967 esclamava: "Bari scatenata". Da segnalare la presenza del Capo Scout Bellegati alle eliminatorie svoltesi a Bari il 23 e 24 Marzo dello "scudetto tricolore" e che coinvolgevano le regioni Puglia, Basilicata e Campania.

Nel 1967 si ricorda un campo invernale svoltosi dal 25/12 al 3/1 a Chateau d'Oex in Svizzera. L'anno scout vide anche il 12 marzo una bella attività dei Rover in collaborazione con la Protezione Civile. I Rover, dopo aver costituito delle Unità Operative si recarono alla Caserma dei Vigili del Fuoco di Bari per un Corso di addestramento.

Ad aprile del 1968 si tiene a Bari un raduno nazionale Rover, e nel novembre 1968 il primo Reparto organizza un Corso capi pattuglia al quale parteciparono anche le esploratrici. Sotto l'organizzazione di Pacifico Boccianti, probabilmente fu il primo, o uno dei primi, Corsi Capi Pattuglia in Italia!

Nel 1969 la sezione di Bari si merita i pubblici apprezzamenti per l'impegno ed i risultati ottenuti nella raccolta di aiuti per i sinistrati del Vajont. Nelle pagine del mensile "Chil" si legge che furono raccolti ben 300 capi di vestiario, 2000 confezioni di medicinali per un importo di £ 1.600.000 e 50 paia di scarpe, la Sezione G.E.I. ha offerto £ 45.000 mentre quella dell'U.N.G.E.I. £ 10.000.

Lo stesso anno la pattuglia Cobra del Bari 1 si aggiudica la seconda edizione del "Trofeo delle Imprese". Il numero 4 del 1969 de "Il sentiero", il nuovo mensile scout per i soci del G.E.I., commentava: "..Come già nella prima edizione, è stata una pattuglia di Bari ad aggiudicarsi il Trofeo Nazionale delle Imprese. La pattuglia Cobra del Bari 1 non si è limitata però a vincere il trofeo con l'impresa di salvataggio (in elicottero...), ma ha anche conquistato due attestati di merito con una pregevole inchiesta a carattere Natura e con una bella attività Speleologica. Un particolare elogio va tuttavia rivolto a tutti gli esploratori baresi, che con il terzo posto della pattuglia Aquila, hanno completato la bella affermazione del loro reparto, dimostrandosi pressoché imbattibili in questo genere di gare..."

L'ultimo campo estivo degli anni sessanta si svolse a Neuenegg in Svizzera nel cantone di Berna. Tra le attività da ricordare ci fu l'hike di 35 ore compiuto dai tre CP per il conseguimento della Prima Classe ed il campo mobile dei Rover con meta Kandersteg. La Compagnia si prodigò anche ad allietare tutto il Gruppo attraverso la trasmissione in onda di un programma radiofonico!

La Sezione oggi

Oggi la Sezione di Bari comprende 3 Gruppi: