Antonietta Giacomelli

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Personalità
Antonietta Giacomelli
Antonietta Giacomelli

Antonietta Giacomelli

Nascita Treviso, 15 agosto 1857
Morte Rovereto, 10 dicembre 1949










Antonietta Giacomelli (Treviso, 15 agosto 1857 – Rovereto, 10 dicembre 1949) è stata un'educatrice, giornalista e scrittrice italiana, nonché terziaria dell'Ordine francescano.


Illustri Natali

Nata a Treviso il 15 agosto 1857, da Maria Rosmini, cugina dei famoso filosofo roveretano Antonio Rosmini e Angelo Giacomelli, patriota insigne - fu imprigionato dagli austriaci nelle carceri politiche di S, Severo e nel Castello di Mantova. In seguito, fu uno dei primi Prefetti d'Italia.

Sua madre, appena sedicenne, fu presentata ad Alessandro Manzoni dallo stesso Antonio Rosmini con le lusinghiere parole “ecco la mia maestra”.

La passione per la letteratura

Antonietta, maturata alla scuola di valenti maestri e animata da sincero fervore di nuove conoscenze, fu una scrittrice insigne, autrice di numerose opere ispirate dalla fede e dalla sua umana comprensione.

Benedetto Croce le dedicò nelle pagine della “Letteratura della Nuova Italia” un giudizio autorevole ed affettuoso. Un libro e una piccola antologia di pagine religiose, che aveva scritto con grande fede cattolica, fu messo all'indice. Il suo dolore fu grande, il più grande della sua vita, ma si consolò pensando amarezze che anche Antonio Rosmini dovette subire,

Impegnata nella collaborazione con varie riviste, visse in comunità di lavoro con Antonio Fogazzaro, con Giulio Salvatori e con molti altri grandi scrittori.

Assecondando il desiderio della madre, ormai anziana e vedova, di trascorrere un periodo di tempo nella città che aveva dato loro i natali, si trasferì a Rovereto nell'agosto del 1909 e vi rimase fino allo scoppio della guerra.

Si trasferì quindi, sempre con la madre, a Treviso e poi a Milano dove si prodigò come crocerossina nell'ospedale di Porta Vigentina. In quel periodo pubblicò uno dei suoi libri migliori, “Vigilia d'Armi”, dedicato, come gli altri alle donne, perché non perdessero mai la fede nel bene.

All'indomani dell'armistizio le due donne furono nuovamente a Rovereto, in quella casa Rosmini che nascondeva tanti ricordi.

Lo Scautismo

Nella città fondò la sezione roveretana dell'Unione Nazionale Giovani Esploratrici Italiane. La sezione ebbe un tale successo che ben presto divenne la più importante d'Italia e Antonietta, soprannominata la “Nonna”, divenne Commissaria Nazionale dell'U.N.G.E.I.. Per merito suo a Rovereto venne pubblicata la rivista mensile “Sii Preparata”, organo ufficiale delle Giovani Esploratrici Italiane. La redazione era al n° 5 di Corso Rosmini e l'amministrazione a n° 11 di via Dante.

L'attività di questa sezione fu molto intensa in tanti campi, ma in modo particolare nelle manifestazioni patriottiche, che la trovarono sempre presente al pari degli esploratori.

Furono organizzate manifestazioni a carattere nazionale quali i campi estivi, in modo particolare nella zona di Folgaria. Questa attività continuò felicemente finché il fascismo non decretò lo scioglimento di tutte le associazioni non direttamente controllate dal partito. L'anno dopo lo scioglimento della sezione la madre di Antonietta morì all'età di 91 anni. Rimasta sola Antonietta tornò nuovamente alla sua Treviso prima, poi a Venezia e ad Asolo, portando ovunque note particolari di forza, di rettitudine, di amore per i poveri, per le quali si distinse sempre. E visse da povera, e per parecchio tempo, fra i poveri. Poi, presa forse da nostalgia della nostra terra, ritornò.

L'ultimo periodo

In questo suo ultimo periodo di vita fondò una nuova sezione scout di formazione cattolica, le Guide, alle quali direttamente diede la sua attività, sognando di poter fondere, un giorno, le Guide e le Esploratrici.

Nel 1942 la provvida generosità di Papa Pio XII permise (caso se non unico, assai raro) che il libro di preghiere. già messo all'indice, venisse ristampato in una nuova edizione con il titolo “in regno Cristi”.

Ospitata dalle Suore di Maria Bambina che la veneravano, morì il 10 dicembre 1949 fra il rimpianto di tutti quelli che la conobbero per le sue eccezionali doti di cuore e di ingegno. Aveva 92 anni. All'atto della sepoltura gli esploratori e le “sue” esploratrici si disposero attorno alla fossa ed intonarono il Canto dell'Addio, fra la commozione di tutti i presenti.

Collegamenti esterni

1919 - 1989 Settant'anni di scoutismo Roveretano