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Leggenda della pipa sacra (Cherokee)

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uktena

Storia raccontata da:Cuore che Sale Danzando

Molte storie sono state raccontate sulla “Sacra Pipa”. I bianchi si riferiscono ad essa come “Pipa della Pace”, ma i discendenti degli Indiani sanno che è un oggetto sacro e che ha un posto particolare nelle culture indiane. La pipa, in forme diverse, è giunta alla maggior parte delle culture di tutto il mondo. Ogni società ha usato la pipa in un modo o in un altro.

I nostri fratelli Lakota raccontano la storia di donna Bufalo Bianco e di come lei per prima portò la pipa all'uomo Rosso. Quello che importa però è che la pipa è riverita come oggetto sacro e che ci è giunta dal Creatore. Ancora più importante è il fatto che essa è stata portata a tutti gli uomini di questo mondo, perciò abbiamo il dovere di condividere il pianeta.

Come la pipa giunse ai Cherokee del sud

Questa è la storia di come la pipa giunse ai Cherokee del sud. Se la conoscete diversamente sappiate: mi è stata raccontata così.

Donna Freccia

Molto tempo fa, quando il mondo era ancora nuovo, una tribù di uomini dalla pelle rossa venne a vivere nelle terre che stanno attorno alle Montagne del Fumo Blu. A quel tempo, gli animali del mondo parlavano ancora agli uomini e insegnavano loro come vivere e prendersi cura della terra. Questa gente era chiamata Ani Yun Wiya o “Un popolo sincero” [letteralmente: Un popolo dritto, veritiero, i Giusti n.d.t.]. In questa tribù viveva una donna guerriero molto coraggiosa. Era chiamata “Donna Freccia”. Donna Freccia fu istruita sull'uso dell'arco, della lancia e del coltello. Anche se cacciare e combattere è un lavoro da uomini, Donna Freccia poteva scagliare la freccia con la stessa precisione di un uomo, lanciare un coltello e dividere in due un ramo non più grande del vostro pollice, lanciare il giavellotto e colpire nell'occhio un falco in volo. A causa di ciò nessun uomo le avrebbe detto di comportarsi da donna.

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Yona, l'orso

Un giorno, durante una caccia, Donna Freccia incontrò le tracce di Yona l'Orso. Vide sangue sul terreno e seppe che egli era stato colpito, così seguì la traccia. Presto giunse in un luogo che non conosceva. E fu in quel luogo, un luogo conosciuto solo dagli animali, che vide Yona l'Orso. Egli aveva un profondo taglio nel fianco e lei lo vide piegarsi a terra in preghiera. Lo vide inchinarsi di fronte a un grande campo di erba alta pronunciando delle parole che non aveva mai sentito prima. Improvvisamente l'erba cominciò a luccicare e divenne un lago.

Donna Freccia vide Yona tuffarsi nell'acqua. Quando riemerse la sua ferita era completamente guarita. Yona vide quindi Donna Freccia e si incamminò verso di lei.

Yona gli disse: “questo è il lago sacro degli animali. Il suo nome è “Ataghai” e la sua posizione è conosciuta solo dagli animali. È il luogo dove veniamo per ritrovare la salute e la forza. Tu sei la prima creatura umana a vedere il lago sacro. Non dovrai mai rivelare dov'è alla tua gente, perché questa è la dimora del Grande Uktena. Con queste parole Yona l'Orso si girò e si avviò nel bosco sparendo.

Uktena, il serpente

Donna Freccia era stanca dopo aver seguito Yona tutto il giorno così decise di restate ancora un po' presso il lago. Accese un piccolo fuoco e si sedette per mangiare le provviste che aveva portatocon sé. Bevette l'acqua del lago e si sentì subito rinfrancata. Era stupita, si sentiva forte come Yan'si il Bufalo. Si sentiva come se potesse correre più veloce di come Coga il Corvo potesse volare. Il bosco era silenzioso, Unole, il vento, stava dormendo, Nvda, il sole, splendeva luminoso ma non era troppo caldo, la superficie del lago era perfettamente calma. Donna Freccia cominciò ad appisolarsi. Fu a questo punto che vide Uktena, aveva udito racconti su di lui quando era bambina, ma nessuno nella sua tribù aveva mai detto di averlo visto.

Alto sull'acqua egli levò la sua testa di serpente, il gioiello sulla sua fronte brillava. Egli iniziò a muoversi verso di lei. Donna Freccia afferrò la lancia e si alzò per affrontare la grande creatura che avanzava verso di lei, con atteggiamento orgoglioso, senza mostrare paura, come deve fare ogni guerriero. Alzò la sua lancia e si preparò a colpire la gigantesca bestia. Uktena si fermò a breve distanza da lei. Egli sorrise, la sua bocca era più larga di quanto fosse alto un uomo e piena di denti lunghi come un braccio umano. Egli parlò alla coraggiosa donna che stava sulle rive del suo lago. Egli le disse: “abbassa le tue armi, perché io non ti farò del male. Io vengo solo per insegnare”.

Donna Freccia abbassò la sua lancia e iniziò a rilassarsi, sapendo in qualche modo che Uktena parlava sinceramente.

Il dono di Uktena

Uktena le disse di sedersi ed ascoltare. Uktena allora affondò la testa sotto la superficie dell'acqua e riemerse subito dopo. Nella sua bocca aveva un bastone piegato in modo strano e una saccoccia di pelle. Lasciò queste cose sul terreno di fronte a Donna Freccia. Il Grande Uktena cominciò ad insegnare. Egli disse “Ciò che ho deposto di fronte a te è la Pipa Sacra del Creatore”. Quindi le disse di raccogliere la pipa. “Il fornello è della stessa argilla rossa che il Creatore ha usato per fare il tuo popolo. L'argilla rossa è una donna gentile e proviene dalla Terra. Così come la donna accoglie in sé il bambino e genera la vita così il fornello della pipa accoglie il tabacco (tsula) e genera il fumo. Il cannello è l'uomo, rigido e duro lo stelo appartiene al regno delle piante e come un uomo sostiene la sua famiglia esso sostiene il fornello”.

Uktena mostrò poi a Donna Freccia come unire il fornello con il cannello dicendo: “Così come un uomo e una donna rimangono separati sino a che non siano uniti in matrimonio, allo stesso modo fornello e cannello sono separati. E non devono essere uniti se la pipa non viene usata.” Uktena quindi le mostrò come mettere il sacro tsula nella pipa e con un un legno preso dal fuoco accese il tsula così che bruciasse un po'. Egli le disse: “ Il fumo è il respiro del Creatore, quando aspiri il fumo nel tuo corpo tu vieni purificata e rigenerata. Quando il fumo lascia la tua bocca esso sale al Creatore. Le tue preghiere, i tuoi sogni, le tue speranze e desideri sono portate a Lui dal fumo. Così anche la tua vera anima sarà vista da Lui quando fumi la pipa. Se non sei sincera [dritta, corretta, giusta n.d.t.], non fumare la pipa, se il tuo spirito è cattivo e stai cercando di ingannare, non fumare la pipa.” Uktena continuò la sua lezione fino a notte fonda insegnando a Donna Freccia tutte le preghiere usate con la pipa e tutte le ragioni per usarla. Egli terminò quando la Luna cominciava il suo viaggio nel cielo in cerca del suo vero amore. Egli le insegnò quindi come riporre la pipa nella custodia rossa, tenendo le parti separate.

Fatto questo le disse che non sarebbe stata in grado di ritrovare più quel luogo un'altra volta, ma si sarebbe ricordata tutto ciò che aveva imparato. Uktena quindi ritornò nelle profondità del lago. Donna Freccia vide l'acqua scintillare e tornare nuovamente un campo d'erba. Se ne andò portando con sé la pipa, gli insegnamenti avuti e un meraviglioso racconto. Da allora gli Any Yun Wiya hanno usato la sacra pipa e nessun uomo vide più il lago sacro di Uktena.

Il Portatore di pipa

La pipa non è solo un simbolo di cose che sono sacre, È la pipa stessa ad essere sacra. Non tutti sono chiamati ad essere portatori di pipa. La persona che porta la pipa e pratica le cerimonie e le tradizioni della pipa ha una grande responsabilità verso i suoi fratelli e sorelle, la sua terra, il suo paese e anche verso la Madre Terra.

Il portatore di pipa non “possiede” la pipa che porta, Egli semplicemente porta la pipa finché viene il tempo per lui di passarla al prossimo portatore. La pipa fornisce al portatore alcune capacità di “vedere” così come un'abilità nel risanare e purificare. Il portatore può cadere, perdere la grazia e diventare un mentitore, un ladro o diventare indegno di fede, la pipa allora gli toglierà questi doni e c'è la possibilità che la sfortuna si abbatta su di lui. Ognuno dovrebbe essere pronto ad accettare la responsabilità della pipa, se da lei venisse una chiamata. Essa potrebbe diventare il vostro insegnante, la vostra guida, ma anche il vostro peggior nemico, se usata scorrettamente.


Ora ti lascio cosi che tu possa decidere se queste parole sono state pronunciate rettamente. Questo è il modo in cui mi sono state insegnate.

Che ci si possa incontrare di nuovo, sul sentiero della medicina