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Legatura piana
La legatura piana viene normalmente utilizzata per unire due pali che si incrociano con un angolo di 0°, cioè che hanno gli assi paralleli.
La sua realizzazione è molto semplice:
Se si decide di utilizzarla, è necessario seguire le seguenti regole:
Deve essere realizzata prima di tutte le altre legature che riguardano i pali da unire.
Si dispongono prima i pali a fascio e poi si divaricano, formando un'angolo leggermente più stretto di quello che avranno ad opera finita.
Nel caso in cui i pali siano più di due si sovrappongono senza incrociarsi o accavallarsi, diversamente da quanto previsto nelle altre legature per treppiedi, ed in modo che si tocchino tutti l'uno con l'altro nella zona da legare.
Con fune tanto più robusta quanto maggiore è la lunghezza dei pali, questi si uniscono tutti insieme con la legatura piana senza nè stringere le spire nè strozzare. La spira che, nel caso di giunzione dei pali paralleli ha funzione di strozzatura, quì serve solo a tenere in posizione il fissaggio dei capi della fune, meglio se con qualche giro di torsione in più sul doppino, e non deve essere necessariamente chiusa con il nodo piano, ma si può utilizzare un nodo più solido e più facile da sciogliere, come il nodo di Rosendahl
Si fissano le estremità opposte ad una ad una, nella loro posizione prevista. L'ultima estremità si apre fino a sentire un leggero scricchiolio prima di fissarla. È fondamentale che l'apertura dell'angolo tra i pali non sia troppo scarsa da consentire che questi scivolino l'uno sull'altro, nè eccessiva da causare lo snervamento della fune.
Si deve sempre presente che la forza che la fune subisce è molto elevata, approssimativamente uguale alla forza con cui divarichiamo i pali moltiplicata per quante volte la lunghezza della legatura sta nella lunghezza del palo.