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Guida

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Nella maggior parte delle associazioni scout del mondo le ragazze di età compresa tra gli 11/12 ed i 15/16 anni vengono chiamate girl guides, ovvero guide, mentre in altre vengono denominate girl scouts, in italiano esploratrici.

L'origine di questo doppio nome deve ricercarsi nella storia della nascita del movimento del guidismo: Baden-Powell aveva inizialmente ideato lo scautismo solo per gli adolescenti maschi, poi nel 1909, durante un raduno di scout al Crystal Palace di Londra, alcune ragazze desiderose di partecipare a questa nuova avventura, e che avevano già cominciato a fare attività in proprio, sfilarono inaspettatamente sotto gli occhi di B.-P. autodefinendosi "girl scouts", femminile di "boy scouts", e chiedendo qualcosa anche per loro.

Egli successivamente, aiutato dalla sorella minore Agnes, si impegnò per adattare il sistema educativo scout alle ragazze e così scelse per loro il nome di "girl guides", affinché esse avessero chiaro che il loro obiettivo era quello di "diventare delle buone guide per i loro mariti e per i figli". Il nuovo termine, però, insieme ad alcuni cambiamenti effettuati rispetto allo scautismo maschile, non piacque subito a tutti, così alcune associazioni, ad esempio quella americana, preferirono continuare ad utilizzare la denominazione girl scout, mentre fra quelle nate successivamente quasi tutte usarono guides, altre ripresero il nome precedente. L'Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici (AMGE) ha sempre mantenuto la doppia denominazione fin dalla sua fondazione del 1928.

Fra le associazioni scout di lingua italiana, solo Assoraider, CNGEI ed MSS usano il termine "esploratrice", in tutte le altre le ragazze si chiamano "guide" seguendo così il termine preferito dallo stesso Baden-Powell per ragioni molto chiare, ancor oggi valide e significative:

"Recentemente mi è stato chiesto perché avessi scelto il nome di guide per il movimento delle ragazze, invece di chiamarle "Girl Scouts". Ebbene, la mia idea era questa. Oggi, le donne si sono conquistate negli affari del mondo una parte assai maggiore che in passato. Tale evoluzione, oltre ad esser nuova per loro, è anche un vantaggio palpabile per il progresso umano. La formazione delle guide è strutturata in modo da preparare la giovane generazione ad assumersi questa accresciuta responsabilità. C’è tuttavia da sperare che le nuove attività delle donne non cambieranno la loro mentalità al punto da indurle a dimenticare i loro speciali poteri-doveri in quanto donne. Uno dei più grandi tra questi è la forte influenza verso il bene che esse possono, se vogliono, esercitare sugli uomini. Tale influenza può rafforzata dal miqlior cameratismo che deriva da una più larga esperienza di vita: ma può esser indebolita dall’intrusione in quello che è decisamente il settore degli uomini. Le capacità di creare un focolare e di formare un carattere, che sono ad un tempo privilegio e responsabilità delle donne, sono oggi richieste più che mai, così come lo sono la tenera simpatia, il paziente coraggio, e la tranquilla dignità che aiuta un uomo e rialza il livello della sua cavalleria. Perciò il valore di una donna in gamba nel mondo è più alto che mai sia in quanto consigliera che come compagna dell’uomo. Il termine "guidare" sembra riassumere in una parola l’alta missione della donna, come madre, come moglie e come cittadina. Il nome di "guida" è quindi il migliore che possa esser dato a una ragazza, quale alto richiamo all’ideale cui essa si sta preparando. Questo valore sarebbe perduto e lo scopo svilito se si usasse il termine "scout". Ciò significherebbe niente di più che l’imitazione del movimento dei ragazzi senza uno scopo od idea ulteriori, e inviterebbe le ragazze a seguire un modello altrui piuttosto che assumerne uno loro proprio, a indebolire la loro posizione anziché rafforzarla come la vita moderna richiede". (B.-P., in Jamboree, ottobre 1921)

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