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Centro Studi ed Esperienze Scout Baden-Powell

Da ScoutWiki, il wiki sullo scautismo.

Il Centro Studi ed Esperienze Scout "Baden-Powell" è un ente scout interassociativo che ha lo scopo di offrire ai capi un luogo di incontro per studi sullo Scautismo, per confronto, critica e scambio di idee, di opinioni e di esperienze sulla pratica del metodo scout e sulle sue realizzazioni concrete in Italia e nel mondo. Ritiene inoltre che gli ideali della formazione umana, nello Scautismo di Baden-Powell, trovino la loro piena integrazione indissolubilmente legati alle realizzazioni della vita cristiana. Promuove infine corsi e convegni di orientamento pedagogico, pubblicazioni iniziative per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Finalità e mezzi

Il Centro Studi ed Esperienze Scout Baden-Powell nasce da un gruppo di capi AGESCI che, notata la carenza di materiale formativo per capi, decide di impegnarsi per sopperire a tali mancanze.

Il Centro, ispirandosi alle esperienze di altre nazioni, si propone quale centro di "studio" e di "esperienze" . Di "studio" perché si propone di offrire ai capi studi sullo scautismo, intrecciando metodologia tradizionale, pedagogia ed educazione alla fede, di "esperienze" perché si impegna a riportare esperienze concrete utili per le applicazioni pratiche del metodo.

Al fianco di ciò il Centro si impegna nel promuovere un ritorno ad fontes[1] impegnandosi nella diffusione di scritti "minori" sullo scautismo, nella traduzione di testi non presenti in Italia e dedicandosi alla pubblicazione di monografie su questioni di metodo o su figure importanti dello scautismo italiano.

Terzo obiettivo del Centro e quello di creare un luogo di scambio, di confronto, di critica e di consiglio per promuovere uno scambio edificante tra le varie realtà scout. Il Centro Studi ed Esperienze Scout si presenta così quale centro dinamico di idee, attraendo a se diverse realtà scout.

Esperienze&Progetti ed altre pubblicazioni

La rivista "Esperienze&Progetti" viene fondata contestualmente al Centro stesso e il primo numero viene pubblicato nel settembre del 1974.

Importante è notare l'impostazione della rivista: su essa, a seguito di un editoriale a cura del comitato di redazione, trovano spazio "Studi, Esperienze e Progetti" di diversi capi di diverse parti di Italia.

La rivista diviene così un importante scambio di idee, opinioni, consigli e critiche, esprimendo in pieno la "missione" del Centro. Ad essa collaborano, tramite l'invio di materiale, capi di diverse associazioni, grandi e piccole. Alcune di esse (come l'Assoraider) scelgono le pagine della rivista per presentare al pubblico Scout la propria associazione e per chiarire il proprio progetto educativo.

I consensi ad essa sono immediati (così come sono immediate le immancabili critiche) e già all'uscita del 5° numero viene annunciato il superamento del numero di 1500 abbonati.

Pubblicazioni monografiche

Il centro nella sua vita ha pubblicato diverse opere monografiche dedicate a personalità dello scautismo, ad argomenti di metodo o alla traduzione di opere straniere

Queste pubblicazioni, nate dal lavoro del Centro o di singoli membri, hanno visto la luce tramite diverse case editrici oppure tramite la rivista "Esperienze&Progetti" quali numeri speciali.

Tra queste ricordiamo

  • Pubblicazioni
    • Giocare con i ragazzi, oggi: atti del corso sul gioco : anno internazionale del bambino (1979)
    • A caccia con Lupo Rosso Solitario - Monografia su Fausto Catani (1982)
    • Corso Gillwell per Capireparto (1990)
    • Il Baden-Powell ritrovato - i capitoli "tagliati" da Scautismo per Ragazzi (a cura di Fulvio Janovitz) (1986)
    • Come nacquero i Ragazzi Esploratori Italiani (a cura del Centro Studi Carlo Colombo) (1991)
    • Documenti pontifici sullo Scautismo (a cura di don Francesco Pieri) (1992)
    • Educare con una Favola - utilizzare al meglio la giungla di Kipling
  • Collana Ask the Boys
    • Programmare Scout
    • Il mio quaderno di giochi L/C
    • Il mio quaderno di giochi E/G
    • Un anno di vita di reparto (vol 1)
    • Un anno di vita di reparto (vol 2)
  • Numeri Speciali di "Esperienze&Progetti"
    • Autori Vari (1982). Confronta il tuo Campo estivo. Esperienze&Progetti (39-40).
    • Autori Vari (1983). Speciale Vacanze di Branco. Esperienze&Progetti (43-44).
    • R.E.Philipps (1985). Sistema delle Squadriglie. Esperienze&Progetti (54).
    • P. Louis Philippe (1988). La mia squadriglia. Esperienze&Progetti (68).
    • Autori Vari (1990). Il pellegrinaggio. Esperienze&Progetti (81).
    • Autori Vari (1991). Scouts, pellegrini a Lourdes. Esperienze&Progetti (88/89).
    • Autori Vari (1991). Il Giglio sul cuore - Don Giovanni Minzoni. Esperienze&Progetti (86).
    • Autori Vari (1996). Gino Armeni 1913-1985. Esperienze&Progetti (110).
    • Robert Baden-Powell (2005). Guidismo per Ragazze. Esperienze&Progetti (155).
    • Vittorio Cagnoni(curatore) (2005). . Esperienze&Progetti (157-158).
    • Mario Sica, Fulvio Janovitz, Mimmo Sorrentino, Fausto Catani (2006). Scautismo e Lupettismo con Vera Barclay. Esperienze&Progetti (166).
    • Autori Vari (1982). Con ostinato rigore - don Sandro Crippa. Esperienze&Progetti (130).

Va poi ricordato come molti membri del Centro (tra cui Domenico Sorrentino, Fulvio Janovitz, Mario Sica, Attilio Grieco...) abbiano pubblicato singolarmente diverse opere senza l'etichetta del Centro.

Le Route di Soviore

Il Centro Studi ed Esperienze Scout Baden-Powell ha sempre promosso e patrocinato le attività della Comunità Scout di Soviore, in primis le sue Route di Natale e Pasqua.

Tali momenti, di carattere prettamente spirituale, si sono sempre contraddistinti quali momenti di incontro e scambio spontaneo delle diverse realtà Scout italiane. A queste Route hanno partecipato (e partecipano tutt'ora) capi, Rover e Scolte di diverse associazioni e regioni di lingua italiana (alle Route si registra anche la partecipazione di Scout Ticinesi).

Questi momenti, seppur apparentemente non rispondono ai propositi del Centro, in realtà sono il compimento e l'espressione dello spirito promosso e testimoniato dal Centro Baden-Powell

La Settimana del Lupettismo Cattolico

La settimana del Lupettismo è un Campo Scuola aperto a capi di tutte le associazioni organizzato dal Centro Baden-Powell sullo stile dei Campi Scuola Gillwell.

Tale campo si basa sui testi fondamentali della branca e sulla esperienza dello Scautismo Cattolico Italiano di scuola Fausto Catani (con cui, parte della pattuglia direttiva iniziale, aveva avuto l'onore di collaborare).

Il campo fu proposto la prima volta nel 1978 con una pattuglia direttiva composta da Guido Palombi, padre Paolo Andreini, don Sandro Crippa, Fulvio Janovitz, Pietro Paolo Severi e Giuliano Somazzi e fu ripetuto diverse volte negli anni (seppur con variazioni della pattuglia organizzativa).

Il campo è stato proposto l'ultima volta nell'estate 2006.

Storia

La Fondazione

Il Centro Studi ed Esperienze Baden Powell nasce spontanteamente da un gruppo di capi AGESCI con lo scopo di continuare a riproporre le fonti del metodo e dello Scuatismo Cattolico Italiano.

« Nel 1974, mi trovai un giomo a casa di Fulvio Janovitz a Firenze, insieme a Giovanni Anderloni, don Sandro Crippa Ida Gonella, Franco

Marvaldi, Giovannì Morello. Paolo Severi, Enrico Dalmastri, p. Paolo Andrcini, don Nunzio Gandolfi, Claudio Goia, Luigi Mastlopietro, Guido Mori, p. Mariano Pilastro e, con tutte le batterie cariche, don Ghetti. Seguirono poco dopo, moltri altri tra cui Mimmo Sonentino, Sergio Durante, Gino Armeni e altri.
Parlammo poco. Appoggiammo sul tavolo 50.000 lire ciascuno per inauguare la rivista Espefienze&Progetti. Contemporaneamente fondammo il Centro Studi ed Esperienze Scout Baden Powell. Sono passati più di trent'anni,anche se molti ci predissero non più di sei mesi di vita. »

( l'Uragano Baden di Guido Palombi, estratto da La traccia di Baden a cura di Vittorio Cagnoni, 2005, ed Centro Studi Baden Powell, Bologna)
Contestualmente viene promossa la pubblicazione della rivista "Esperienze&Progetti", vero motore del Centro.

Già da subito il Centro si apre come "luogo di incontro" per capi di tutte le associazioni: aderiscono così il presidente dell'Assoraider Aldo Marzot che si iscrive a nome suo e di tutta l'Ass.ne Italiana di Scautismo raider[2], cominciano a collaborare da subito alla rivista alcuni capi dell'"Associazione Gruppi e Ceppi Scout Cattolici Treviso" ed alcuni capi dissidenti che daranno successivamente vita agli Scouts d'Europa.

Le prime critiche

Fin dall'avvio il centro riceve molti apprezzamenti ma anche alcune critiche.

I soci del Centro (molto attento alle tradizioni e di natura conservatrice) vengono accusati di voler creare un "partito" di dissidenti con l'intento di di destabilizzare la nuova associazione (in questo periodo l'AGESCI subisce diversi attacchi interni ed esterni) e mettere i bastoni tra le ruote alla Federazione Esploratori Italiani.

Il centro chiarisce la sua posizione di pieno riconoscimento della nuova associazione e del pluralismo da questa proposto, e in virtù di ciò continua con le sue "proposte" (lontane dal voler scavalcare il sistema democratico dell'associazione) nella speranza che possano constituire un importante contriuto alla vita associativa.

Una seconda accusa viene mossa alla "promiscuità" del centro che accoglie membri di varie associazioni.

Il comitato di redazione chiarisce che il Centro è al servizio di tutto lo scautismo, ma che non promuove affatto una frammentazionedello scautismo.[3]

« non esitiamo mai a consigliare di rimanere dentro l'Associazione (AGESCI) da dentro infatti è possibile sensibilizzare gli altri ai proprì ideali, specialmente con l'esempio.

L'alternativa di una uscita non ha che sbocchl modesti: se fatta alla spicciolata rischia di dividersi in rigagnoli sterili, se operata in massa potrà nella migliore delle ipotesi dividere in tronconi omogenei il movimento che finirà fatalmente per radicalizzarsi in beghe faziose piuttosto che crescere in un sano clima di opposizione verso livelli promozionali.  »

(Lettera aperta del comitato di redazione su Esperienze&Progetti 1974 - n.3 pag.104 )

Gli stretti rapporti con la Comunità Scout di Soviore

La vita del Centro Studi Baden-Powell si intreccia con quella della Comunità Scout di Soviore tanto da sovrapporvisi. In alcuni casi si legge come dalla Comunità Scout di Soviore sia nato il Centro Studi ed Esperienze Scout Baden-Powell, così come in altre parti troviamo come la Comunità Scout di Soviore sia nata in seno al Centro Baden-Powell.

E' certamente vero che i Capi e l'Assistente Ecclesiastico che hanno creato agli inizi degli anni '70 la Comunità saranno poi tra i fondatori del Centro Studi e che le due iniziative sono espressione di una stessa coscienza e di una identica idea di Scautismo, in maniera tale che le loro storie si intrecciano a tal punto da fondersi e confondersi in alcuni casi.

Per ragione legate alla sua stessa natura[4]la Comunità si è sempre appoggiata al Centro Studi e ne è stata sostenuta, ma vivendo un proprio sviluppo e una propria identità. Prova di questa identità è che il nome e il distintivo della Comunità Scout di Soviore sono depositati e tutelati in autonomia.

Ridurre la Comunità di Soviore ad una iniziativa del Centro Baden-Powell o il Centro ad una espressione istituzionalizzata della Comunità sarebbe riduttivo e fuorviante, le due realtà vivono un proprio sviluppo e una propria identità ma legate dalla condivisione degli stessi ideali, delle stesse convinzioni e, in alcuni casi, degli stessi soci.[5]

Il supposto appoggio agli Scouts d'Europa

La storia degli Scouts d'Europa in Italia si è intrecciata, almeno agli inizi e successivamente nei primi anni '90, con il Centro Studi ed Esperienze Scout Baden Powell.

In realtà il supporto del Centro Studi alla creazione della nuova associazione fu del tutto involontaria e si limitò a creare una possibilità di incontro e scambio di idee tra capi che, successivamente, fondarono la nuova associazione.

Nel 1976 il Centro stabilì di organizzare un fine settimana di discussione a Roma (da tenersi in Maggio) e a tal fine contattò alcuni capi del luogo che si potessero occupare dell'organizzazione logistica e promuovere l'incontro tra i gruppi locali. Tale attività di "promozione" divenne una occasione di incontro tra alcuni capi di gruppi "dissidenti" che cominciarono a dialogare ed organizzarsi per creare una nuova associazione.

Successivamente, negli anni '90, il centro si impegnò per il riavvicinamento tra AGESCI ed FSE, avvicinamento che avrebbe permesso, tra le altre cose, l'ingresso della FSE nella Organizzazione Mondiale del Movimento Scout. Tale sforzo, che aveva lo scopo principale di "riappacificare" e "riunire" lo Scautismo Cattolico Italiano (seppur in una federazione anziché in una associazione) venne da alcuni letto e presentato come un tentativo di "legittimizzare" la FSE ai danni dell'AGESCI, quando ciò non fu mai il fine (inteso o dichiarato) del Centro.

Link esterni

Note

  1. ad fontes era il motto di Mons. Andrea Ghetti, socio fondatore e primo Assistente Spirituale del Centro Studi ed Esperienze Scout
  2. Centro Studi Baden Powell (1974). Soci del Centro (secondo elenco). Esperienze&Progetti (3): 66.
  3. Redazione (1974). Lettere dalla redazione. Esperienze&Progetti (3): 104.
  4. la Comunità Scout di Soviore non ha nessuna natura istituzionale né nessun riconoscimento legale
  5. spesso i soci del Centro Baden Powell sono anche "membri" della Comunità Scout di Soviore e viceversa.